Venite a gustare le nostre specialità, fatte secondo la tradizione
Napoletana, esclusivamente cotte con forno a legna.
Ecco alcuni esempi:
- O' CORE E NAPULE
- BUFALA
- PROVOLA E PANCETTA
- SPECK FUNGHI E PANNA
- CANADESE
- WURSTEL E PATATINE
- SORPRESA
- RADICCHIO PORCINI GRANA PANCETTA
- RADICCHIO
- PORCINI E GRANA
- PORCINI E SALSICCIA
- PORCINI ASIAGO E PORCHETTA
- SALSICCIA PORCINI SALAMINO
- MISTO BOSCO
- CARBONARA
- SFILACCIATA
- TONNO PISELLI MAIS
Alle Verdure:
- CAMPAGNOLA
- GRIGLIA
- RICOTTA E SPINACI
- MELANZANE CON GRANA
- RUCOLA E GRANA
- STRACCHINO CON RUCOLA
- RUCOLA GRANA E BRESAOLA
- ESTIVA
- ESTIVA ZUCCHINE E GRANA
- ESTIVA RUCOLA E GRANA
- ESTIVA STRACCHINO RUCOLA
- ESTIVA SFILACCI GRANA
- ESTIVA ZUCCHINE MAIS GAMBERETTI
- ZUCCHINE BRIE E CRUDO
Introduzione
La formula dell'impasto della pizza è la stessa del pane per cui si puo'
usare l'impasto già preparato dai fornai.
Per ottenere una pizza veramente buona conviene però prepararselo in casa
usando quegli accorgimenti che portano ai risultati ottimali, poichè
è proprio l'impasto l'operazione più delicata, quella che
determina la buona riuscita della pizza.
Farina
Non è facile riconoscere la qualità di una farina.
In ogni caso la farina costituita da grani forti aderisce meglio alle mani
e scivola meglio. Facendo un impasto con l'acqua e stirandolo si evidenziano
precise indicazioni sulla sua tenacità, l'elasticità e
l'espansione. Quando dalla macinazione del grano si ottiene la farina,
questa non è ancora pronta, cioè matura, per l'uso che se
ne deve fare. Il tempo di maturazione si aggira infatti da una a tre
settimane a seconda del periodo dell'anno.
Lievito
La lievitazione, già scoperta allo stato di fermentazione naturale
dagli Egizi, diventò un processo artificiale quando, nel XVII secolo,
venne trovata la composizione del lievito e individuata l'azione di
microrganismi, denominati saccaromiceti, che si riproducono naturalmente
se aggiungiamo acqua tiepida (20-25°C ) e farina all'impasto
precedentemente lavorato. Il lievito si ottiene anche industrialmente,
come lievito di birra, in piccoli pani, ricavandolo dalla fermentazione
del mosto di birra (lievito di birra fresco).
Acqua
Per un impasto ottimale si dovrebbe usare un'acqua moderatamente dura con
un "ph" intorno a 5-6. Un'acqua troppo alcalina incide sui tempi di
lievitazione che diventano più lenti. Inoltre l'alcalinità
incide negativamente sulla formazione del glutine. Un'acqua troppo dolce
presuppone un'aggiunta di sale. Un'acqua clorata sfavorisce il sapore
dell'impasto, ma ne favorisce una riduzione del tempo di fermentazione
e migliora la qualità dell'impasto.
Pomodoro
Il pomodoro è essenziale per l'esistenza stessa della pizza
napoletana che, non dobbiamo dimenticarlo, è nata proprio con
l'avvento di questo in Europa. I pomodori piu' frequentemente utilizzati
nella preparazione della tradizionale pizza napoletana sono senza
dubbio quelli di San Marzano, possono però essere usate anche le
altre qualità di pomodori, quali il "fiaschetto" o il pomodoro tondo.
Per gustarne al meglio l'aroma e il sapore , a Napoli si è soliti
utilizzare i pomodorini che vengono raccolti appena acerbi assieme ai
rametti per essere poi lasciati a maturare appesi ad una trave.
Mozzarella
La pià ricca di grassi e di proteine è la mozzarella di
bufala, uno degli ingredienti base della vera pizza classica.
Rappresentò la novità per preparare quella pizza regale che
prese il nome di pizza Margherita. Oggi viene indifferentemente usata sia
la mozzarella di bufala sia l'altrettanto prelibato fiordilatte.
Il termine mozzarella deriva dal verbo mozzare e indica letteralmente
l'operazione di strozzare con le mani un pezzo della massa filante
dell'impasto quando è ancora bollente e immerso in enormi vasche.
Si dice che la lattazione delle bufale subisce un'influenza,
che ne modifica il sapore, a seconda delle fasi lunari.
Formaggio
Insieme agli altri ingredienti una spolverata di parmigiano è
d'obbligo sulla vera pizza alla napoletana.
Olio
È uno degli ingredienti essenziali per la preparazione della pizza.
È necessario sceglierlo di ottima qualità, cioè spremuto
a freddo ed extravergine di oliva.
Basilico
È una preziosa erba profumatissima che proviene dall'estremo
oriente e si sposa in modo mirabile con il pomodoro a cui conferisce un'
aroma particolare. Il basilico viene definito "erba dei re",
(questo è infatti il significato dell'originario termine greco),
e il suo uso risulta imprenscindibile per la preparazione della vera
pizza napoletana.
Preparazione
Possiamo calcolare che per ricavare sei pizze di dimensioni medie ci
vogliono circa 800 gr. di farina e 40 gr. di lievito.
Una volta stabilita la quantità di farina, legata al numero
di pizze da realizzare, la si impasta con una certa dose di lievito,
stemperato in acqua tiepida d'inverno e a temperatura ambiente d'estate.
Per risparmire tempo è oggi possibile acquistare una particolare
qualità di lievito di birra che si impasta direttamente con la
farina e l'acqua senza essere preventivamente disciolto.
Tale operazione implica due fasi. Durante la prima fase si usa
soltanto una piccola parte della farina da utilizzare, che si mescola
con il lievito disciolto in acqua.
In questo modo otteniamo una palla di pasta che mettiamo a riposare.
Quando il volume iniziale della pasta è raddoppiato, la fase di
lievitazione può dirsi terminata.
Tale prima fase può essere abbreviata mettendo l'impasto in un
posto tiepido. Durante la seconda fase mettiamo sulla spianatoia la farina
rimanente, disponendola in una forma a cono con, al centro,
il panetto di farina ben lievitato.
Cominciamo a lavorare tutto insieme il composto fino a quando non
otteniamo una pasta liscia, morbida ed elastica.
Dividiamo la massa così preparata in sei panetti.
Schiacciamo quindi i panetti sino ad ottenere dei dischi più
sottili al centro e con i bordi un po' rialzati. Questi vanno battuti
con cura in modo da far fuoriuscire l'eccesso gassoso prodotto
dalla lievitazione, che potrebbe danneggiare le pizze in fase di cottura.
Sui dischi di pasta così ottenuti versiamo gli altri ingredienti
precedentemente preparati. Nel caso della pizza Margherita il primo
ingrediente con cui condiremo l'impasto sarà il pomodoro.
Aggiungiamo gli altri ingredienti, a cominciare dalla mozzarella
tagliata a striscioline sottili.
Inforniamo quindi le pizze nel forno a temperatura massima.
Il tempo di cottura nel forno casalingo è ovviamente superiore
a quello necessario nel forno a legna. Nelle pizzerie a legna napoletane
vengono spesso usati lapilli lavici per raggiungere le temperature massime.
Bevande:
La birra
La scelta delle bevande è legata anche alle diverse categorie anagrafiche
dei consumatori. Immancabile l'abbinamento di pizza e birra diffuso in tutto il mondo,
probabilmente in virtù del fatto che la birra ha una bassa gradazione alcolica.
Il vino
Il vino in dosi moderate è la bevanda che meglio favorisce la digestione,
soprattutto se si tratta di un prodotto genuino e non adulterato. Tra i tesori
misconosciuti del sud vi sono sicuramente i vini che per primi accompagnarono la
pizza nella sua storia secolare.
Le bevande analcoliche
I giovanissimi, che sembrano aver perso il gusto e il consumo del vino, preferiscono
accompagnare la pizza o con la birra o con l'onnipresente Coca-Cola, che pure si abbina
perfettamente a questa fragrante pietanza. Si puo' abbinarla anche con l'aranciata,
con succhi di frutta, oppure altre bevande analcoliche di recente invenzione.